C'è chi è bravo a parlare e chi con i fatti

Meglio affidarsi ad un professionista che ad una società quotata in borsa...

Ogni tanto ne sentiamo proprio delle belle; oggi non possiamo fare a meno di raccontare questa vicenda, chiaramente riprodotta con nomi di fantasita.

 

Veniamo contattati da una cliente (che chiameremo Maria) la quale ci richiede un'analisi del suo attuale sito web, di recente rifacimento, per il quale desidera verificare il posizionamento sui motori di ricerca poichè scontenta del lavoro svolto dalla società incaricata.

Come ci è consueto fare, prendiamo il giusto tempo per identificare quanto necessario benchè la situazione appaia da subito chiara. Il sito web non ha contenuti ne ottimizzazioni dei Tag atti al posizionamento per pressochè nessuna chiave di ricerca per il settore trattato dalla cliente, le poche reperibili sono forvianti.

Per avere un quadro più preciso suggeriamo alla cliente di fare richiesta dei dati di accesso alle statistiche di Google Analitycs. Dopo qualche giorno, al posto della login alla piattaforma che ci avrebbe consentito una visione a 360°, viene recapitato un report in Word di 5 pagine, corredato da tanta grafica e qualche screenshot di impatto estetico (inutile, un grafico a torta), dove vengono indicate Sessioni, Pagine visualizzate e Tempo medio di permanenza.

 

Facciamo subito presente che quanto abilmente "ricucito" non indichi le informazioni di interesse e sicuramente non tenga conto delle visite degli spambot. Il periodo analizzato è di 3 mesi - non gli ultimi 3, bensì scelti apparentemente a caso - forse quelli con resa migliore. Dal report emerge sinteticamente una media di 2 visitatori al giorno con ZERO contatti dal sito web dopo un anno dalla pubblicazione. Tempi medi sulle pagine di 2.5 minuti e querystring di contenuti non presenti sul sito web, rendono tanto "pomposo" (quanto ridicolmente inutile) questo report.

 

Di fronte a quest'altra scoperta sconcertante, Maria, che da qualche tempo aveva capito che quacosa non stava andando nel verso giusto, entra nuovamente in contatto con la webagency per avere ragguagli, ma di tutto punto la risposta viene giustificata con un servizio extra; la mail si conclude con una proposta per una nuova offerta economica.

Maria decide di porre fine a questo capitolo.

 

Si riparte dall'inizio

Su richiesta della cliente visioniamo il contratto della webagency - pagine e pagine da disboscare mezza foresta amazzonica dove vengono elencati i servizi offerti - tra i quali il posizionamento organico del sito web (SEO). Stanca di tutte queste fumose proposte che non vengono rispettate, con un occhio di riguardo alla flora, desidera chiudere definitivamente i rapporti con questa società per ricominciare il progetto SEO con noi.

 

Richiesta dati per trasferimento dominio

Forniamo tutto il supporto a Maria per richiedere dati ftp (che loro non consegnano per sicurezza?), dati accesso alle statistiche e al backoffice del sito web (ed il cliente apprende in quel momento di aver acquistato Wordpress) e codici per avviare il trasferimento del dominio.

Con il contagocce riceviamo una copia del sito web ed i dati di amministrazione - dati di accesso che non consentono di apportare modifiche a Wordpress ma solo di inserire contenuti. Verrà condivisa la vista di Google Analitycs dalla quale emergerà un quadro totalmente diverso da quanto abilmente "manipolato".

Ma la cosa ancora più scoccante sarà scoprire che il form dei contatti non ha mai funzionato da un anno dalla pubblicazione.

Un sito web che presenta errori di codice in ciascuna pagina, privo un documento della privacy, dove dal primo accesso al backoffice abbiamo scoperto decine di plugin che vanno in conflitto uno con l'altro - opera di chi non ha fatto il sito web, ma ha provato a fare il sito web.

 

Volete sapere il nome della società?

La webagency si chiama "Ma..." no, no, non possiamo dirlo!

Possiamo solo dire che trattasi di una webagency (apparentemente) con tanti dipendenti e sicuramente con bravissimi venditori, in grado di formulare contratti ultra dettagliati composti da centinaia di battute e termini tecnici da far rabbrividire un esperto nel settore. Pagine e pagine di preparazione del progetto che vengono sottoposte al cliente con tanto di indicazioni di ciscuna revisione, report statistici composti da ben 5 pagine Word ma privi di dati utili a qualsivoglia reportistica - con informazioni fasulle "pompate" per illudere il cliente che "tutto va bene"; peccato che la situazione reale sia ben diversa.

 

Le grosse azienda fanno solo numeri

Queste grosse webagecy sono sempre bravissime a vendere (e su questo abbiamo molto da imparare!) ma poco attente alle necessità del cliente. Affidarsi a queste aziende significa avere a che fare sempre con persone differenti, spesso non sincronizzate con il progetto del singolo sito web. Tante persone, tanti problemi di comunicazione, a cui cercano di sopperire con "documenti strategici" dotati di release, data ed incaricato che ha redatto il documento, report analitici modellati in base alle necessità ed al momento della chiusura dei rapporti, raccomandate per cessazione e difficoltà nel ricevere quanto si è acquistato apprendendo che è tutto di pessima qualità.

 

Tante parole e pochi fatti.

 

Noi siamo piccoli, piccoli per scelta, maniacalmente attenti ad ogni dettaglio - per curare e coccolare ogni cliente.

Prima di incaricare una webagency è sempre buona norma visitare il portfolio per scoprire come lavorano! Noi siamo orgogliosi dei "nostri" siti web e appena un nuovo dominio prende vita corriamo a segnalarlo.

Perchè una webagency non dovrebbe mostrare come lavora? Ti lasciamo con questo quesito.

 

 


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